Mi sembra giusto che uno dei primi articoli di questo blog, se non il primo in assoluto, riguardi proprio la storia del nostro club. Ripercorriamo insieme le tappe che hanno segnato, durante gli anni, la passione per la fotografia di alcune persone a partire da pochi mezzi.
L’evoluzione è stata costante anche se può sembrare poca cosa… proprio questi piccoli passi sono però, fonte di orgoglio e piacere per chi li ha compiuti. Il piacere di fotografare ed il piacere di confrontarsi e condividere il proprio lavoro sono gratificazioni sufficienti.
E andiamo a cominciare.


– 1999 –

Il club nasce nel lontano 1999 da cinque persone (Mimo, Marco, Stefania, Eugenio e Giorgio) che decidono di lasciare un importante club fotografico di Lodi e di fondarne uno proprio.
Non più soddisfatti delle condizioni in cui si trovavano, scelgono la strada dell’indipendenza.
Con questa loro scelta di lasciare un club già formato e con un sostanzioso organico, daranno inizio a tutta la sequela di avvenimenti che arriveranno fino ai nostri giorni.


– 2000 –

Nel 1999 e nel 2000 manca una sede fissa dove riunirsi e proiettare le proprie opere. L’associazione è appena nata e deve confrontarsi con carenze di ogni tipo.
I nostri eroi (lasciatemi romanzare un pochino quello che è successo) si riuniscono una volta a casa dell’uno ed una volta a casa dell’altro.
A volte manca anche il luogo di riunione costituito dall’abitazione di qualche socio e quindi si ricorre anche alla disponibilità di un bar della zona.
E’ un periodo sicuramente instabile, in cui la forte passione per la fotografia li sostiene davanti a queste oggettive difficoltà.


– 2001 –

I sacrifici sono ripagati durante quest’anno.
Finalmente arriva l’agognata sede fissa, elargita dal comune di Castiraga Vidardo in cui abita Marco “Kereon” che diventerà anche presidente del club. Il suo successo di presidente è indiscusso, visto che lo è ancora adesso, a quasi dieci anni di distanza.
E’ lui che tiene i contatti col comune in cui risiede e che si prodiga per farsi assegnare la sede. E’ sempre lui che prende accordi per partecipare alle varie manifestazioni.
Il club rimarrà in questa prima location, in pianta stabile, fino al 2007.
Sala Civica “Luigia Castelli”, via Verdi 3, Castiraga Vidardo.

Ecco come si presentava il primo volantino redatto dai soci di allora per pubblicizzare la loro iniziativa.
Le idee sono già chiare: diffusione sul territorio dell’iniziativa e pubblicità chiara e semplice.

Primo volantino del Fotoclub

Fin dall’inizio è presente anche un’altra costante: il corso fotografico.
Sempre vivo e presente è l’obiettivo di diffondere il “verbo” della fotografia, di cercare di fare proseliti tra gli abitanti del circondario.
Ogni anno il corso viene riproposto ed adattato alle nuove realtà ed ai nuovi mezzi.

Parliamo della sede del club.
La vecchia sede era piccola ed angusta e ci stavano poche sedie, la colonna di proiezione e poco altro.
Di contro era nuova fiammante, appena ristrutturata dal comune di Castiraga.
In origine e nelle intenzioni del comune, avrebbe dovuto servire diversi gruppi simili a “Punto di Vista”.
La sua destinazione “variabile” portava un inconveniente non da poco: le apparecchiature di proiezione dovevano essere montate e smontate ad ogni riunione.

Può sembrare poca cosa ma dovete anche tenere conto che per avere proiezioni in dissolvenza incrociata di buona qualità è importante che i due proiettori siano perfettamente allineati e calibrati. Molta cura doveva essere posta in questa fase.

Col passare del tempo le altre associazioni evaporano come neve al sole e la sala diventa “proprietà” esclusiva dei nostri fotografi.
Il club ha già le idee chiare sull’attrezzatura ed infatti si munisce di una coppia di proiettori. Si dedica, fin da subito, alla proiezione in dissolvenza incrociata (attualmente, con l’avvento del digitale, non è più necessario avere due proiettori distinti).
Nella colonna di proiezione sono presenti due proiettori Kindermann ed altre apparecchiature elettroniche per il mixaggio delle tracce audio comprate da Andreella (famoso per la sua professionalità ed esperienza in campo fotografico).

Nelle foto seguenti potete vedere anche il telo di proiezione che sarà cambiato (con uno di maggiori dimensioni) solo con l’avvento del proiettore digitale.
Potete notare anche l’esiguità dello spazio a disposizione.

Altrettanta cura e capacità erano necessarie per la sincronizzazione delle tracce audio con quanto proiettato sullo schermo. Non dimentichiamoci, infatti, che venivano usate normali musicassette opportunamente preparate. Nella foto precedente ed in quella successiva potete notare la presenza di corposi altoparlanti che erano (e sono ancora adesso) essenziali all’immersione sonora dello spettatore.

Nella foto seguente potete vedere la colonna di proiezione in cui campeggiano (in alto) i proiettori. In basso la centralina di controllo, l’amplificatore ed altri apparecchi di controllo. Alle pareti erano appese le opere dei soci stessi.

Qui possiamo vedere il tavolo luminoso.
Questo è un elemento indispensabile per la visione e la cernita preliminare delle diapositive. Le diapo vengono osservate con un apposito strumento dotato di lente di ingrandimento. Successivamente vengono alloggiate in appositi caricatori a slitta e proiettate sul telo. Potete anche notare la presenza di un ingranditore per lo sviluppo delle pellicole.

Il tavolo luminoso come si presenta una volta aperto. C’è da notare che non è un prodotto comprato in un negozio specializzato ma un perfetto esempio di “fai da te”. In questo caso, il bricoleur è il nostro Presidente, Marco “Kereon”, che ha messo insieme tubi fluorescenti, legno, materiali elettrici e non per la realizzazione dell’aggeggio. Manualità, pazienza e fantasia sono i veri attrezzi del mestiere.

Le due seguenti foto mostrano ancora la colonna di proiezione. Col tempo si è andata arricchendo di altri apparecchi ma agli inizi era un po’ vuota.

Potete notare come i due proiettori, per quanto già accennato, siano allineati uno sopra l’altro in modo che i loro fasci si sovrappongano perfettamente.
Non era infrequente il caso di avere più di due proiettori, per effetti ancora migliori di dissolvenze.

Ecco la centralina-mixer che si occupa di mixare i flussi audio e di gestire la musica sincronizzata con le diapositive proiettate.

I nostri valorosi pionieri in posa per noi.
La formazione è già cambiata dall’inizio dell’avventura e si sono aggiunti altri soci: Marcello, Pietro e Danilo.

Come prima, anche in questa foto potete notare anche la presenza di corposi altoparlanti, necessari per sonorizzare al meglio la sala e dare un valido sottofondo musicale alle fotografie. Il connubio tra foto e musica è sicuramente un’arte che va padroneggiata e che non è immediatamente fruibile ai più.
Lo sforzo è però ampiamente ripagato.

E arriviamo al primo evento importante.
Nella sala civica di Via Verdi, viene allestita la mostra fotografica dedicata a Salgado, famoso fotografo brasiliano vivente. Potete trovare sue notizie tramite Google o andando al seguente link Sebastiao Salgado
Sono esposte 45 stupende fotografie in bianco e nero, stampate a dimensioni di 100 x 70 cm.
Il Fotoclub “Punto di Vista” è orgoglioso di essere il primo in Italia a proporre questa raccolta di foto… a dimostrazione che la passione può portare a buoni risultati.

Ed ecco che il club fa la sua apparizione sul giornale del comune nello stesso anno. L’articolo viene redatto da Mimo “Breizh” e pubblicato sul giornale.
In copertina campeggia una foto del presidente Marco “Kereon”.

L’articolo parla, ovviamente, di fotografia e cerca di stimolare chi legge a prendere in mano una qualsiasi fotocamera. Un po’ di parte, visto che elogia le diapositive a scapito del normale e più comune negativo… ma la ragione c’è: la diapositiva proiettata fa sicuramente un’altra impressione.

Un po’ di ironia non guasta mai e si parla del famigerato libretto di istruzioni che ben pochi leggono… qualsiasi sia l’aggeggio tecnologico e la sua marca. C’è da dire che il fotoclub è sempre stato super partes e le dispute tra grandi marchi non lo hanno mai toccato: l’importante è fotografare, non con che cosa si fotografa.

Nello stesso anno, il club presenta “Fotogrammi 2001”, la prima rassegna di proiezioni in dissolvenza incrociata della sua storia.
L’evento avviene in concomitanza con una rassegna gastronomica e questo contribuisce non poco al successo della manifestazione… sembra che foto e cibo sia un connubio sempre vincente. Il problema vero è che si finisce per mangiare molto e fotografare poco, ma questi sono i rischi del mestiere.